
Architettura tradizionale in sasso e legno. |
pianeggiante per un buon tratto,
con ruscelletto sulla sinistra; ecco il bivio: a sinistra una scritta un
po' sbiadita indica il Larecchio.
Quattro passi in leggera salita, ed ecco la conca stupenda: una prateria verdissima a chiazze colorate di fiori, un ruscelletto limpido e quattro baite abbarbicate ai roccioni. In una di queste si dice abbia soggiornato il Conte Camillo Benso di Cavour; forse riesco anche a vederlo paonazzo in volto per la salita, occhialini e panciotto: "cume sa sta bin, si!". Comunque, si sa, da noi in Piemonte ogni contrada ed osteria hanno una targa ricordo del soggiorno di Napoleone, Garibaldi, Cavour e non so quanti Savoia, certo era gente che girava molto! |
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La prateria di Larecchio. |
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LA VALSESIA Ho scoperto la Valsesia esattamente trent'anni addietro (1959), in occasione di un campeggio scout nella conca di Carcoforo. Ricordo la strada non ancora asfaltata, e l'autobus (di allora) arrancando su oltre Ferrate si era trovato davanti un mulo stracarico che ovviamente non era arretrato di un millimetro. Ricordo la paglia bagnata sotto la tenda, che di giorno veniva fatta asciugare al sole tra un temporale e l'altro: flash di altri tempi! Oggi la Valsesia è nettamente cambiata: molta acqua è passata sotto i ponti della Sesia dal tempo della Resistenza partigiana che ha vissuto in queste valli la sua epopea gloriosa. Un discreto sviluppo industriale e commerciale, una gestione intelligente dei turismo fanno da contrappeso a certi scempi edilizi e a certe infrastrutture viarie che deturpano il paesaggio. La Valsesia rimane una valle bellissima e verdissima, intersecata da una serie di pittoresche vallette laterali, quali la Valvogna, dominate dal massiccio dei Rosa: su qualsiasi cima si salga, eccolo lì a due passi, quasi lo si tocca. |
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