Doccio, cronistoria di un'antica comunità valsesiana

del Prof. Casimiro Debiaggi

 

La lettura dei vecchi documenti del Consorzio dei Terrieri di Doccio mi ha fatto riflettere su quanto i nostri avi hanno fatto per far progredire la comunità in cui vivevano, istituendo una scuola per tutti i bambini e promuovendo nel corso degli anni attività economiche, sociali, ricreative ecc.

All'inizio del terzo millennio penso sia il momento giusto per lasciare scritta a noi stessi e a chi verrà dopo di noi una traccia della storia del nostro paese.

Il consiglio direttivo e l'assemblea del Consorzio hanno subito aderito e incoraggia l'iniziativa e quindi con l'entusiasmo, la competenza, l'impegno e l'amore per Doccio del professor Casimiro Debiaggi si è giunti alla realizzazione di questo volume.

Grazie da tutti noi, professor Casimiro. E buona lettura.

Luigi Degrandi

Presidente Associazione Consorzio dei Terrieri di Doccio

 

 

Abbiamo qui tratto alcuni spunti dall'introduzione del Professor Debiaggi.

 Inoltrandoci nella lettura del libro sorge spontanea la curiosità di percorrere le vie della frazione alla ricerca dei luoghi e delle memorie esposte in forma scorrevole (e mai difficile o noiosa considerando l'argomento).

Sicuramente un contributo prezioso per i giovani, e per tutti, a conoscere la propria storia per costruire il proprio futuro.

Da quasi cinquant'anni, ogni volta che nelle mie ricerche mi imbattevo in qualche notizia riguardante Doccio, ne prendevo appunto. Così nel corso del tempo ho potuto raccogliere numerosi dati per mio personale interesse, senza l'idea di sviluppare in futuro una pubblicazione. Ciò invece mi è stato proposto due anni or sono da Luigi Degrandi a nome dei Terrieri di Doccio. Di fronte all'encomiabile interesse da loro dimostrato di conoscere e tramandare le vicende passate del nostro piccolo paese, dopo aver tergiversato per i miei molti impegni e per le reali difficoltà di affrontare per la prima volta l'argomento, non ho saputo rifiutare l'invito... ...Altra difficoltà è stata quella di cercare di evitare d'apparire troppo erudito, pur dovendo smantellare credenze radicate da generazioni e dimostrare quale è la realtà storica, cercando di non ridurre il contenuto a una narrazione troppo semplice, elementare, e di conseguenza non esauriente. Mi sono proposto, ma non so se sono riuscito, di essere rigoroso, ma contemporaneamente accessibile a tutti...
...Mi auguro che questa mia gioiosa e gratificante fatica serva ai doccesi anziani appartenenti alle vecchie casate locali, perché possano conoscere qualcosa di più del loro amato paese riscoprendo con affetto e ammirazione le testimonianze lasciate dagli avi, e agli abitanti di più recente residenza perché sappiano affezionarsi a questa terra che li ha accolti, o che ha accolto i loro genitori, perché la possano sentire più loro e si immedesimino maggiormente nelle sue tradizioni.

Ma queste pagine vogliono soprattutto essere un invito ai giovani a conoscere le proprie radici, a scoprire i valori più veri e profondi della loro piccola patria, a vederla con occhi nuovi, a sentire la responsabilità di tutelare e valorizzare i suoi aspetti più validi, più caratteristici, le sue memorie, e tramandare questo patrimonio alle future generazioni...

 

...Scorrono così davanti ai nostri occhi le vicende modeste di un paesello da sempre legato alle sorti della patria valsesiana e quasi nascosto nella sua ombra protettrice. Ma anche i piccoli paesi hanno una loro storia, umile, sofferta, profondamente umana e perciò più sentita e intima di quella di tanti altri centri più illustri per fatti d'arme, per ragioni politiche, per splendore di blasoni.

C.D.