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Nuova edizione del corso “I sentieri della libertà”
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L’Istituto
per la Storia Della Resistenza e della Società Contemporanea
nelle Province Di Biella E Vercelli, proseguendo l’attività
svolta nell’ambito del progetto Ue “La memoria delle Alpi”,
intende organizzare per il prossimo autunno la quinta edizione
del corso “I sentieri della libertà” secondo una nuova formula
che prevede lo svolgimento di lezioni teoriche sulla didattica
dei luoghi della memoria e di visite guidate su quattro percorsi
del territorio locale. L’obiettivo è quello di fornire ai
docenti e agli operatori coinvolti in attività formative una
serie di spunti di riflessione, e conseguentemente di azione,
sulle potenzialità della didattica impostata sulla conoscenza
del territorio e degli eventi di cui è stato testimone e
sull’acquisizione delle competenze per leggere il paesaggio e
individuare in esso i segni del passato, attraverso la visita di
alcuni dei principali presidi territoriali della memoria.Il corso si articolerà secondo il seguente programma:
Il programma dettagliato delle
escursioni sarà comunicato di volta in volta.
Lezioni teoriche: avranno la durata di due ore ciascuna e proporranno contenuti come educare ai luoghi della memoria, leggere il paesaggio e riconoscere le sovrapposizioni impresse dallo scorrere della storia; l’apprendimento attraverso la conoscenza e l’emozione, la ragione e il cuore; la rassegna dei principali strumenti didattici a disposizione di docenti e formatori: siti, bibliografia, esperienze didattiche svolte; la rassegna dei principali luoghi della memoria del territorio regionale; la preparazione alle visite guidate sul territorio locale. Visite guidate Valle dello Strona di Postua: il percorso prevede la visita della mostra permanente “L’alba che segno d’iride i biancospini”, presso il centro comunale polivalente (ex Casa Betania), dedicata alle principali vicende storiche della Resistenza in Valsessera; successivamente, superata la frazione Roncole, si raggiungerà l’alpe Morcei, teatro di un eccidio nel maggio ’44, percorrendo il “Sentiero del partigiano”; al ritorno è prevista una sosta alla baita partigiana dell’alpe Cravoso. (Tempo di marcia: h 2 circa). Oltre alle valenze resistenziali e naturalistiche, la visita metterà in evidenza le tracce storiche dell’economia di Postua, caratterizzata dalla pastorizia, dall’agricoltura, dal piccolo artigianato e dall’attività estrattiva (pirite magnetico-arsenicale e galena argentifera) di cui restano tracce nelle miniere abbandonate sui fianchi del monte Barone. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento da Postua iniziò inoltre un significativo flusso migratorio verso l’ovest della Francia, particolarmente nella regione bretone, in cui i postuesi diedero vita a importanti attività nel settore edilizio. Rimella: alla fine del gennaio ’44, dopo il rastrellamento nazifascista alle prime basi partigiane sul monte Briasco, Moscatelli decise il trasferimento degli uomini a Rimella. I partigiani giunsero qui il 26 gennaio, preceduti da una missione esplorativa affidata a Gianni Daverio e Dino Vicario, che concordarono con il parroco don Giuseppe Buratti gli aspetti logistici. A Villa Inferiore fu allestito un posto comando presso l’abitazione del professor Rinoldi e un continuo afflusso di reclute (renitenti alla leva della Rsi) obbligò i comandi ad organizzare sul territorio servizi quali una sartoria per la confezione delle divise partigiane, sempre a Villa Inferiore, un’infermeria all’al--ber-go Fontana e vari accantonamenti in alcuni caseggiati. Il percorso verso la bocchetta di Campello Monti (m 1.924) mette in comunicazione il territorio valsesiano con la Valstrona, che si trova in posizione intermedia tra il Cusio e le valli ossolane e si raggiunge percorrendo un sentiero che si snoda attraverso pascoli e alpeggi (Selle, Wan, Werch e Pianello) in circa 2 h di cammino e che fu una delle principali vie di comunicazione tra le formazioni partigiane valsesiane e le bande formatesi al comando dell’architetto milanese Filippo Maria Beltrami, oltre a consentire una sicura via di fuga in occasione dei rastrellamenti operati in Valmastallone dai fascisti della legione “Tagliamento” nell’aprile del ’44. Lungo il tragitto si incrociano interessanti testimonianze della cultura alpina dei walser rimellesi. Borgosesia e le sue frazioni: il percorso principale, al quale sono previste alcune brevi deviazioni, si articola lungo il sentiero n. 741 segnalato dal Cai e, partendo da Rozzo, si snoda lungo le frazioni di Trebbia, Bastia, Lovario, Cardolino, Brina, Ferruta, Orlongo, Sella, Botto, Marasco, Cadegatti, per tornare infine al punto di partenza, toccando i luoghi che furono teatro di una delle stragi più cruente compiute durante i rastrellamenti che i nazifascisti, nel luglio del 1944, misero in atto in Valsesia, come rappresaglia per l’uccisione di due tedeschi al ponte della Pietà di Quarona. Lungo il percorso, oltre alla scenografia naturale particolarmente accattivante e ai segni della storia, si potranno visitare significativi luoghi della memoria religiosa e civile, come la chiesa di San Biagio e la casa di don Luigi Ravelli ad Orlongo e la chiesa della frazione Botto, dove il 28 maggio del 1850 fu ordinato sacerdote e celebrò la sua prima messa don Pietro Calderini, noto per i suoi interessi scientifici e, tra l’altro, fondatore del Museo di storia naturale e dell’Osservatorio meteorologico di Varallo. Rossa–Alpe Fej: l’alpe Fej (m 1.144) si trova sul versante meridionale della dorsale che culmina nel Pizzo Tracciora (m 1.917) e si raggiunge dalla piazza del paese attraverso un’agevole mulattiera che porta alla frazione Piana (m 1.050), abitata fino agli inizi del Novecento da qualche centinaio di persone, e in successione all’alpe Fej in circa 1 h e 30’. Per il ritorno è possibile proseguire, dalla Piana, per la frazione Rainero (m 1.075) e ridiscendere a Rossa (m 813). In questi luoghi, ricchi di testimonianze artistiche, civili e religiose e di suggestioni ambientali caratteristiche della montagna valsesiana, il 7 novembre del ’44 una squadra partigiana fu sorpresa da un attacco di un reparto fascista e perse nove uomini. La partecipazione al corso è libera e gratuita. A chi presenzierà ad almeno due lezioni teoriche e parteciperà ad almeno tre visite guidate sarà rilasciato l’attestato di frequenza (il corso è realizzato da soggetto qualificato per l'aggiornamento in base al dm 177/2000). Per ragioni organizzative si invita chi fosse interessato alla partecipazione a preiscriversi entro il 31 luglio 2010 inviando una mail all’indirizzo istituto@storia900bivc.it oppure telefonando alla segreteria dell’Istituto (dal lunedì al venerdì ore 9-13). |